Archive for Dicembre 2006
Buon anno a tutti…

Dopo gli auguri di natale non mi rimane che augurarvi buon anno….
Gli aggiornamenti riprenderanno i primi di gennaio non siate troppo impazienti mi raccomando.
Add comment 30 Dicembre, 2006
Tentativo di innovazione tecnologica?

Lo chiedono da lungo tempo e ora alle associazioni di imprese ICT, che spingono per maggiori e più pregnanti investimenti nell’innovazione da parte del Governo, la Finanziaria 2007 tenta di rispondere. Come? Punto Informatico ne ha parlato con Beatrice Magnolfi, sottosegretario all’Innovazione nella PA. Che ha descritto un progetto composto da investimenti mirati e distribuiti a tutti i livelli della pubblica amministrazione destinati, secondo il Governo, non solo ad impattare sull’operatività, la trasparenza e l’offerta di servizi al cittadino ma anche a causare un cambio paradigmatico di cultura adeguato alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
A segnalare la presenza in Finanziaria di qualcosa di nuovo è l’attenzione speciale all’open source. L’idea è quella di agevolare la produzione di ambienti ed applicativi aperti fondati su software libero e standard aperti. Non si tratta di mettere all’angolo il software proprietario ma di considerare di maggiore peso i plus associati tradizionalmente al codice aperto. “È una scelta dovuta - spiega Magnolfi - perché l’accessibilità e l’ispezionabilità del codice sorgente è un criterio guida per la pubblica amministrazione. Non solo la Finanziaria ne parla per la prima volta, è anche uno strumento che ci consente di trasferire i costi dalle licenze d’uso alla formazione di risorse umane. In altre parole si investe sulle competenze, sulle persone”. “Quello che vogliamo dare - puntualizza - è anche un messaggio culturale”.
Il crescente uso di soluzioni aperte consentirà la messa a punto del già annunciato portale della pubblica amministrazione che sarà interamente dedicato a rendere noti e condividere i progetti aperti in essere nelle diverse amministrazioni, al fine di fare cultura e allo stesso tempo evidentemente consentire a tutte le amministrazioni un facile e rapido accesso ad applicativi e sistemi che possano far crescere i propri servizi. “Si tratta - sottolinea Magnolfi - di una sorta di marketplace dedicato agli applicativi open source. C’era già stata una direttiva su questo fronte ma con l’inserimento in Finanziaria si segnala quanto oggi il Governo intenda puntarci”.
Tra i molti esempi di spesa per l’innovazione che potrebbero essere scelti, Magnolfi cita i 75 milioni di euro per la Società dell’Informazione che saranno investiti nella PA centrale e in quella locale, i 90 milioni per la didattica nonché i 100 milioni per l’innovazione nelle aziende sanitarie e negli ospedali.
Add comment 23 Dicembre, 2006
Contraddizioni musicali

La notizia ha fatto il giro della rete, rimbalzando dal Manteblog a Engadget, approdando infine su arstecnica: Edgar Bronfman, potente CEO di Warner Music (una delle grandi sorelle dell’industria musicale americana e internazionale), ha candidamente ammesso di aver beccato uno o più dei suoi sette figli a scaricare musica con il file sharing. “Sono abbastanza sicuro che lo abbiano fatto, e sono abbastanza sicuro del fatto che ne abbiano sofferto le conseguenze” ha detto, confermando poi che sì, il download in effetti c’è stato senza ombra di dubbio.
Warner è una delle principali sostenitrici delle campagne di RIAA, l’associazione dei discografici americani, con cui si contrasta da anni l’utilizzo delle piattaforme di peer-to-peer per lo scambio illecito di contenuti protetti dal diritto d’autore. Tradizionalmente, per offrire al pirata telematico una più facile via d’uscita, i legali dell’industria accettano il patteggiamento in cambio del pagamento di un numero variabile di migliaia di dollari, a seconda della gravità del danno denunciato dalle etichette.
Nel caso del troppo intraprendente figlio di Bronfman una denuncia non sarebbe fuoriluogo, vista la propensione delle major di colpire anche categorie come quella dei minori: nel tempo, la potente lobby dell’industria musicale americana ha dimostrato di non guardare in faccia nemmeno ai morti, pur di far valere le proprie ragioni. Pur tuttavia, considerando l’alto rango del papà-manager di quella stessa industria inviperita contro la risma di teenager downloader, il tutto pare essersi concluso con una bella ramanzina, la paghetta non corrisposta per un mese e a letto senza PlayStation 3 per un po’.
“Ho spiegato ai miei figli cosa io penso sia giusto”, dice con toni da educatore il sostenitore delle denunce RIAA, “cioè che il principio di rubare musica è rubare musica. Onestamente, quel che è giusto è giusto e quel che è sbagliato è sbagliato, soprattutto quando un genitore parla a suo figlio una linea di demarcazione netta attorno alla responsabilità morale è molto importante. Posso essere certo del fatto che non lo faranno più”.
Facile ironia a parte, il caso è l’ennesima dimostrazione della rivoluzione culturale rappresentata oggi dal file sharing: un utente della rete appassionato di musica, sia esso adolescente o adulto, trova immediato ed oltremodo comodo scaricare un MP3 da eMule. Una rivoluzione culturale che l’industria teme più di ogni altra cosa, e con cui sta cercando disperatamente di venire a patti.
Fonte: Puntoinformatico
1 comment 19 Dicembre, 2006
….Come si riducono i bekki…..
Cariera di successo quella di David Hasselhoff……
4 comments 17 Dicembre, 2006
Che democrazia è???
La settimana scorsa dopo l’intervista dell’Annunziata ad Enrico Deaglio mi sono un po interessato all’argomento.
Dopo aver visto il film e alcuni documenti non riesco e non me la sento di credere a tutte le illazioni proposte ma mi è sorta una domanda spontanea…
Ma come è possibile che un calo del 6% (statisticamente impossibile) delle schede bianche non abbia suscitato in nessun protagonista politico il minimo dubbio che ci fosse perlomeno qualcosa di anomalo.
Lascio alcuni link che mi hanno lasciato sbalordito….
- Deaglio intervista Annunziata 1 - Deaglio intervista Annunziata 2 - Deaglio intervista Annunziata 3
- Deaglio a Glob 1 - Deaglio a Glob 2
ps: Non voglio esprimere sentenze ma il dubbio che qualcosa di strano sia accaduto rimane.
2 comments 13 Dicembre, 2006
Aspettando e sperando nella neve
L’attesa è stata lunga ora osserviamo da vicino se la candida neve è caduta:
Senales:
Bondone:
Marilleva:
Solda:

Per eventuali aggiunte basa chiedere…..
4 comments 8 Dicembre, 2006
Volare senza pilota

Nel sud della Gran Bretagna il 30 ottobre, ma la notizia è stata divulgata solo ora, un vecchio aeroplano vuoto da cento passeggeri, il «Bac 1-11», ha volato indisturbato per due ore nel cielo senza i piloti seduti ai comandi. L’esperimento condotto dalla Qinetiq, la società di ricerca del ministero della Difesa inglese, aveva lo scopo di sviluppare il controllo di velivoli militari robotizzati capaci di navigare in modo completamente automatico e autonomo ma nello stesso tempo di dimostrare che la tecnologia può essere applicata anche ai jet civili per passeggeri. Il primo test del genere è riuscito, soddisfacendo entrambi gli obiettivi tanto da averne programmato un secondo per il marzo prossimo, che sarà ancora più completo.
Per il momento, può capitarci di viaggiare su qualche metropolitana senza conduttore e la cosa già può regalare un piccolo brivido. Ma i costruttori aeronautici da tempo sostengono la necessità di arrivare allo stesso obiettivo per diversi motivi, a partire dalla sicurezza. Potrà sembrare un controsenso ma è così: oggi la maggior parte degli incidenti aerei sono ricondotti a cause umane. In secondo luogo lo sviluppo delle tecnologie di guida diventando sempre più autonome e sofisticate hanno relegato il pilota ad un ruolo di controllore, di operatore dei computer di bordo i quali sono i veri «cervelli» dell’aeroplano.
In tale contesto, anche se non si dice a gran voce, il pilota è diventato l’anello più debole della catena tecnologica che governa i jet. Già si stanno sperimentando negli Stati Uniti e in Europa i primi caccia militari senza pilota ed è proprio da queste tecnologie che si arriverà all’applicazione civile. Per allora il traffico aereo sarà completamente gestito attraverso i satelliti di navigazione con i quali da un paio d’anni si stanno effettuando test per decolli e atterraggi completamente automatici, senza cioè che il pilota ponga le mani sul volantino.
4 comments 4 Dicembre, 2006















